Il 25 Gennaio 1979 veniva rubata la pistola dell’agente Bruno Raffani
Quella pistola sparerà 13 mesi dopo in casa Verbano.
Raffani Bruno appuntato di Polizia in servizio presso garage della questura habet denunciato che stamane, rientrando dal servizio, dopo aver parcheggiato propria autovettura Fiat Cinquecento nei pressi della sua abitazione, poggiava sul tetto dell’automezzo borsello in pelle contenente la sua pistola di ordinanza cal. 7,65 matricola 663870, dimenticandolo. Subito dopo, accortosi del fatto, tornava su posto et constatava che borsello era stato asportato da ignoti.
Il giorno 8 marzo 1980 l’agente di Polizia Bruno Raffani dichiara al giudice istruttore Claudio D’Angelo quanto segue:
“Non ricordo il giorno (25 gennaio 1979, nda) in cui mi fu rubata la pistola di ordinanza. Avevo prestato servizio tutta la notte ed ero ritornato a casa verso le 7.30-8.00 del mattino. Avevo caricato sulla Fiat Cinquecento di mia proprietà alcuni fagotti fra cui il borsello nel quale avevo deposto la pistola di ordinanza, che di solito porto alla cintola. La misi nel borsello per comodità e anche perché avevo cessato il servizio.
Arrivato sotto casa tolsi dalla macchina i fagotti, poggiandoli sul tetto della stessa. Chiusi l’autovettura, raccolsi i fagotti e andai in casa. Nel depositare i fagotti, mi accorsi che avevo dimenticato il borsello. Scesi immediatamente preoccupato della pistola. Con mia sorpresa non trovai il borsello; mi recai subito al Commissariato Flaminio per denunciare il furto. Fui interrogato dal collega Sepe, in sede disciplinare, e purtroppo ho avuto cinque giorni di rigore. Quando scesi in strada dopo essermi accorto del furto non vidi né auto né persone in transito.
Via Leonessa è poco frequentata. Non ho sospetti; ho solo sospettato che l’autore del furto fosse qualcuno che mi avesse seguito”.
Per il furto dell’arma di ordinanza l’agente Raffani riceverà incredibilmente solo cinque giorni di consegna di rigore. Fra l’altro non risulta nemmeno che siano state fatte ricerche approfondite per ritrovare l’arma che tredici mesi dopo sparerà contro Valerio.
Perché?
Fu veramente rubata?